martedì 20 agosto 2013

confini


sabato 17 agosto
Corde, carrucola, EE... ma cosa si prospetta per quest'erscursione? In un primo momento credo si tratti di una burla e me la rido, poi quando realizzo che scherzo non è, sono assalita dal panico e infine cerco di convincermi che è solo questione di testa e ci riuscirò, così come faranno gli altri.
Fortificata da buoni propositi di ogni tipo, arrivo al punto di incontro in anticipo perciò devio per un caffè al bar di un'amica, che appena mi vede immediatamente mi chiede "allora sei pronta all'impresa"? Oh..le voci girano a quanto pare..." replico sorridendo. Comunque sia, oggi sono pronta per qualsiasi meta,  tal quale Rambo, nulla mi fermerà.
Giunta al punto di incontro, apprendo dalla nostra guida che il percorso è ....impraticabile e pertanto, in alternativa, visiteremo l' Olt de val d'arc.
Oh questa è bella...ho  in corpo un bel po' di quella determinazione a superare i miei  limiti fisici e mentali che mi ero prefissata, che ora provo un mix di  leggero disappunto più che di sollievo come avrei potuto immaginare.
Tuttavia la nuova meta, già negata durante un'altra escursione nei pressi, è molto invitante perciò mi rallegro all'istante dell'opportunità.
Durante l'escursione i panorami sono deliziosi, belli per davvero.
Quando arriviamo a destinazione, un luogo di confine così carico di contese dal tempo del feudalesimo, sono indubbiamente emozionata. Cerco di cogliere il genius loci e la spiegazione storico geologica della nostra guida, ma evidentemente in questo luogo così magico l'effetto del suo passato è la causa del suo futuro.  Vorrei estraniarmi da generose merende e bevande super alcooliche che chiassosamente escono  dai troppi zaini diventando protagoniste, per poter immaginare le scorribande del passato per la conquista dei pascoli generosi dei dintorni, le intermediazioni, gli accordi, i personaggi del tempo.... ma stavolta proprio non riesco, neanche a leggere le effigi incise sulla roccia... insolito digiuno.
Tornati a gruppetti  sparsi e separati verso le auto, una decina di noi rimane a festeggiare  inaspettatamente il compleanno di un amico con un brindisi di birra.
Da quel momento, aihmè, inizierà la farsa tra me e la cameriera che mi crede ubriaca e che procurerà un susseguirsi di risate generali  per alcune ore spensierate, come un arcobaleno dopo il temporale.
Olt de val d'arc, tornerò... ma per un'escursione senza confini.

"Campanellino, perché non riesco a volare?"
"Peter Pan, per volare hai bisogno di ritrovare i tuoi pensieri felici"
(James Barrie)


domenica 18 agosto 2013

Brent de l'Art




Profonde e orride gole, strati alternati di scaglia rossa e scaglia cinerea e acque cristalline, sono il fondale della nostra escursione mattutina in Valbelluna.
Ho ancora in corpo un bel po' di quella determinazione a superare qualcuno dei miei numerosi limiti che mi ero prefissata nell'escursione di ieri, quindi se 24 ore fa mi sentivo una “Rambo” in gonnella, oggi sarò “Indiana Jones de noaltri”!
Siamo a Brent de l'Art, una forra dalle mille suggestioni. Riuscire ad avventurarmi in posti come questo relativamente con facilità, malgrado le mie risapute “doti atletiche” , mi dà una spinta a sentirmi più sicura, a convincermi che posso a piccoli passi avere ancora un margine di miglioramento e continuare ad esaudire i miei piccoli grandi sogni.

lunedì 24 giugno 2013

Castellazzo (che sollazzo)


A oriente, una luce rosata indica l'incombente sorgere del sole, mentre la luna piena,  ancora così incredibilmente luminosa, verso occidente si avvia pigramente a calare.
Malgrado sia  domenica,  il suono della sveglia è stato assai gradito; è la prima vera escursione dell'estate a chiamare ed io, con grande gioia,  rispondo "presente!"
Destinazione cambiata all'ultimo momento, mi avvio euforica al volante della mia piccola utilitaria che come un veliero mi porterà in luoghi lontani, imbarcando sulla via una cara Amica, ancora una volta compagna d'avventura di evasione dalla quotidianità.
E' con noi fin da subito un'allegra sintonia, siamo le prime ad arrivare al parcheggio di passo Rolle e divertite ci incamminiamo verso il monte Castellazzo. Guadagnata capanna Cervino siamo baciate dal sorgere del sole, e le cime intorno a noi sembrano diventare sempre più luminose al nostro  passaggio. Contemporaneamente, neanche fossimo due fate, inizia la sfilata delle fioriture alpine al ritmo del nostro batticuore, che sia merito delle bacchette del nordic ? 
Genziane, papaveri di montagna, rododendri e decine di altri fiori comparendo qua e là ci mandano in visibillio ,  non sappiamo più dove guardare nè cosa fotografare!
Salendo  verso la cima del monte Castellazzo  calpestiamo l'ultima neve e, in un'atmosfera paradisiaca dove la natura circostante armonizza ogni viandante col creato,  compare all'improvviso  la statua del "Cristo pensante".
Appresso la pausa panoramica,  arriva la "folla" che abbiamo avvistato "salire in processione" così noi scendiamo compiaciute in compagnia di un vento impetuoso foriero di grossi nuvoloni grigi.
I nostri cuori affiatati  se la ridono beati, colmi di gratitudine.

domenica 16 giugno 2013

nessun messaggio ricevuto?



Quando un amico ti regala un libro perchè vuol comunicarti e far vivere anche a te le belle sensazioni che ha provato leggendolo, è sempre una gioia. Mi piace immaginare quali saranno le frasi che avrà riletto facendole proprie, quali lo avranno emozionato più di altre, quali avrà scorso di fretta, Insomma, ricevere il messaggio che voleva comunicare.

Ed è così che me lo son goduto il libro di Giuseppe Micheletto  "Nessun messaggio ricevuto ?"  di cui Marco, proprio uno dei tre protagonisti, mi ha omaggiata di una copia con dedica illustrata dell'autore.
Durante la lettura, riaffioravano nitide le immagini che Marco aveva di volta in volta pubblicato in internet passandomene il link  la domenica sera cosicchè io, così fisicamente diversa,  potessi sentirmi un po' partecipe di un'esperienza tanto bella, ma che obiettivamente non faceva per le mie possibilità.
Oltre le parole, scritte evidentemente con una certa emozione che già riflettevano benissimo i fatti accaduti e la sensibilità e passione dei tre amici,  avevo presenti le immagini proprio come quando passavano sullo schermo del mio pc. Mi ricordavo soprattutto le frasi sui vari disegni come,  "manca la Laura senza di lei ci siamo persi più volte" sulla via Ossobuco del Pizzocco e soprattutto le foto stupende al bivacco Murelon.

Malgrado le molteplici differenze tra noi, moltissime sensazioni a colori narrate in questo volume sono affini a quelle che ho la fortuna di vivere con i miei amici più cari, anche noi così variegati eppure coi cuori sulla stessa lunghezza d'onda come i vostri.
Grazie davvero ! ...E complimenti a uno, a due e a tre !!!

                                                           
p.s.: alla prima occasione, ragguaglio sugli altri moltissimi messaggi ricevuti... e non è uno scherzo!  ;-)



sabato 8 giugno 2013

il giallo della domenica





Era da tempo che aspettavo di calcare i luoghi dei "Miracoli di val Morel".
Come il protagonista de "Il deserto dei tartari", l'attesa cominciava a logorarmi , finchè oggi, finalmente, ne ho avuto a sorpresa piena soddisfazione.
Nello scenario delizioso di un gioioso sboccio di centinaia di grappoli dorati di   maggiociondoli, ho avuto  la dolce conferma di amicizie affiatate e nuove estrose conoscenze interessanti.
Come una ventata di serenità e di luce, hanno acceso il mio buonumore dopo qualche giornata di bigia malinconia.

Questa pianta, detta anche "pioggia d'oro" era ritenuta magica e simbolo del dubbio per i suoi semi che mentre sono innocui per cervi, lepri e conigli, ed in genere per gli animali selvatici, sono invece velenosi per l'uomo e per gli animali domestici. Vuole la leggenda che nei tempi passati le streghe usassero il Maggiociondolo per preparare bevande psicoattive che davano loro senso di LEGGEREZZA E INCOSISTENZA DEL PESO CORPOREO. Questo fatto che si può interpretare come il così detto "volo della strega", in quanto durante i loro raduni estatici esse cercavano di trasferire la loro coscienza e consapevolezza in altri mondi, portava le streghe a farsi riconoscere tra di loro utilizzando una verga, che rappresentava l'emblema della loro arte, questa era di maggiociondolo, simbolo del volo e della vittoria sui vincoli del corpo e della materia. Forse da qui nasce il mito della STREGA che vola sulla scopa, durante l'inquisizione molte "verghe sospette" furono camuffate da scope, infilate in mazzi di saggina, passarono per normali utensili.

I momenti cupi e tristi nella vita sono molti. Assapora quelli felici e fanne tesoro.
- Dal libro di vetta del Pizzo Leone -


 


giovedì 30 maggio 2013

raggio di sole


Pausa pranzo di una giornata grigia del terzo giorno della settimana e dei nuovi 100 giorni della disfida.
Trangugiato un toast con alcuni colleghi al bar mi resta solo mezz'ora di libertà.
Guardo il cielo e proprio come cantava Celentano quand'ero bambina..." il pomeriggio è (fin) troppo azzurro per me". Quasi non ci credo, finalmente tra le nuvole s'intravvede il sognato cielo turchino e luminoso  e perciò non resta che partire prontamente per l'anello della campagna.
Un passo svelto dopo l'altro, m'incammino osservando allegra le nuvole di panna.
Più tardi rientrata in ufficio rivedo mentalmente in sequenza  fotogrammi  di sole,  fiori che ondeggiano nei campi e ancor più variopinte peonie veramente bellissime sbucare dalle recinzioni dei giardini.
Mi gusto una sensazione di pace. Fuori, dannatamente, ... ricomincia a piovere.


lunedì 27 maggio 2013

ricarica


Quando, pur  intravvedendo la luce,  ancora non si è usciti da quella zona d'ombra in cui accidentalmente ci si è venuti a trovare, succede che talvolta si naviga  in un mare di malinconia con esagerata sensibilità.
Poi succede che un invito gentile ti scrolla di dosso quella comprensibile ma fastidiosa negatività e all'improvviso, cullati dalla tenerezza dell'Amicizia,  come un tempo  torna il sole  dentro come fuori.
Il turbinio di pensieri si quieta ed ogni cosa riprende il suo posto.

oyeah! Ci risiamo  giorno1/100  






sabato 20 aprile 2013

consapevolezza



Un giorno di sole, proprio quando le giornate corte dell'inverno iniziavano a farsi più luminose, ho intravisto, sembrava in lontananza, il tunnel da varcare in questo inspettato percorso obbligato.
Speranze, rassicurazioni, intervallate via via da uno stillicidio di referti sempre più tristemente infelici. Impotenza totale. Poi, più che rifiuto come si potrebbe immaginare, consapevolezza che sia una via forzata da affrontare armati di fiducia.
Un labirinto di emozioni forti, di limitatezza umana, dal quale usciremo. 
Sorridendo.

venerdì 1 marzo 2013

una bella lezione


Non sono state novità entusiasmanti quelle che mi sono state prospettate oggi al lavoro. Un cambiamento per accontentare chi si lamenta, uno scarica barile alquanto sgradevole, argomentazioni davvero... vomitevoli.
Evento inaspettato, sgradita sorpresa.
E vabbè che sarà mai, seppur sconcertata mi dico che la vita è fuori, me la caverò e che non è un serio problema.
Probabilmente la mia faccia non esprime esattamente  quest'ultimo concetto poichè Mathieu, un senegalese dirimpettaio al mio ufficio mi distoglie dai mei pensieri, quando  lasciatomi il portone alle spalle,  mi chiama per salutarmi con uno sfavillante sorriso esclamando incoraggiante :
- Guarda  che gran bel sole abbiamo oggi ! -
In effetti ero così arrabbiata che non me ne ero neppure avveduta.
- Sìììì davvero - , rispondo sforzandomi di ricambiargli il bel sorriso,  aggiungendo
- ci sarà anche i prossimi giorni! -
Mi sento già rassenerata.

A migliaia di chilometri dai tuo cari, probabilmente con grattacapi più grossi dei miei, mi hai dato una gran bella lezione,  Amico, e ne farò tesoro.
Cara estate porta via l'inverno
Quello chiuso dentro, impolverato e
fermo
Rendi più leggero a tutti il cielo
E vestici di chiaro, scolorisci ovunque
il nero
Dici che si può dimenticare
col portone chiuso dietro solo andare
Dici che cadremo sempre in piedi
Ma l'estate arriva solo se ci credi
(G.Pacifico - Solo se ci credi)

domenica 3 febbraio 2013

nuvoletta di polline


Le camminate di mezz'ora scorrono oramai d'abitudine una dopo l'altra.
Ora che le giornate cominciano ad allungarsi percepisco che, solo a volerlo, potrà proseguire quel  sogno inziato  neppure un anno fa...
Eh sì, son malata di qualcosa che assomiglia al mal di montagna, questo virus al quale supponevo indiscutibilmente da sempre di esser immune, scorre ora impetuoso nelle mie vene.
Il solo  pensiero di misurarmi a raggiungere nuovi  rifugi montani mi dà una sferzata di allegra vitalità.
E' bellissimo esser stata contagiata  in questa passione, da chi ne ha un gran febbrone e  non si avvede neppure di quanto bene regali.
Scuotendo un rametto di nocciolo fiorito  si fa uscirne una nuvoletta di polline giallo e  ci si diverte... senza immaginare cosa potrebbe infiammare in un allergico.

Qualunque cosa tu scelga per te,
inizia dandola a qualcun altro.
Se scegli di essere felice,
fa’ che un altro sia felice.
Se scegli di essere ricco,
fa’ che un altro sia ricco.
Se scegli di avere più amore nella tua vita,
fa’ che altri abbiano più amore nella loro.
Fallo sinceramente,
senza nessuna aspettativa di guadagno personale,
e tutto ciò che darai agli altri arriverà a te.
L’atto stesso di donare qualcosa
ti fa capire che hai quella cosa,
per questo puoi donarla.
Poiché non puoi donare ciò che non hai,
la tua mente raggiunge una nuova conclusione,
un Nuovo Pensiero, e cioè:
tu devi avere la cosa in questione,
altrimenti non potresti donarla agli altri.
Questo nuovo pensiero diventa allora un’esperienza.
Inizi a “essere” in quel modo.
E quando “sei” qualcosa
hai già messo in moto tutti gli ingranaggi
della macchina più potente dell’universo:
il tuo Sé Divino. Ciò che sei, crei.
Il circolo è completo,
e la cosa che hai creato
inizia a manifestarsi nella tua esperienza fisica.
Neale Donald Walsch

mercoledì 2 gennaio 2013

un anno intero


Congratulazioni per essere giunto con successo
al traguardo dei 365 giorni
correndo o camminando
ogni giorno per almeno 30 minuti
per un anno intero senza interruzione.

Questo il testo pervenutomi nell'e-mail della rivista on-line "E-podismo" nelle prime ore di questo 2013.
Ebbene sì, ci sono riuscita anche se ero molto più stupita e gasata al raggiungimento della meta iniziale, i primi 100 giorni. In realtà, che sarà mai se non un esercizio di determinazione? E' diventata una bella abitudine, una delle sorprese di questo 2012 appena sfumato, una specie di "annus mirabilis". Non dimenticherò facilmente le emozioni che mi hai regalato e le giornate da sogno che ho vissute, l'amicizia che mi accompagnato, le novità stimolanti, la pazienza di chi mi ha sopportata, le dolci soddisfazioni e il sollievo di aver lasciato alle spalle quel che non mi piaceva più.
Chissà se riuscirò a combinare qualcosa di buono anche nel corso quest'anno appena nato, sento di volerlo e di  meritarlo e quindi si ricomincia - c'è n'è da lavorare -  del resto cercar di migliorare può dipendere solo da me!
“La vita è come il marmo grezzo e noi siamo gli scultori. Possiamo scolpire la nostra esistenza rendendola qualcosa di meraviglioso o possiamo renderla qualcosa di orribile: è tutto nelle nostre mani.”
Cathy Better



venerdì 7 dicembre 2012

affinità


Ieri,  un'altra giornata da rubricare come indimenticabile.

  Ingredienti:

- amici: pochi e di ottima qualità;
- ambiente naturale: magico e raggiungibile in poco tempo;                
- periodo: quello giusto come orario e stagione;
- stato d'animo:  disteso, talvolta brillante, un po' romantico.

Breve consultazione  all'ultimo momento e partenza immediata verso il punto d'incontro subito dopo la mattinata lavorativa. Mi sento così  frizzante  solo all'idea!
Quando ci troviamo i nostri volti sorridenti e gli occhi vispi parlano per noi, tuttavia abbiamo così tanto da raccontarci che,  immediatamente  sintonizzati ancora una volta sulla stessa lunghezza d'onda, ci riveliamo l'un l'altro tutto quel che ci passa per la mente ora a parole ora con gli sguardi.
E' la stessa sensazione appagante di affinità di quand'ero sedicenne e con gli Amici più cari, oggi come allora, mi sento reciprocamente compresa, valorizzata, benvoluta, amata, insomma....felice.
La semplice passeggiata si rivela  magnifica, non potrei desiderare nulla di più straordinario, tanto da arrivare a commuovermi, e non da sola, per la bellezza di quel che vedo e le sensazioni che affiorano.
Forse è vero, mi basta poco,  ma che percezione struggente di beatitudine,  quando, brillando al tramonto,  la neve d'intorno  si tinge d'azzurro! Dirimpetto a noi, la catena innevata dei monti che ammiriamo rapiti,  passa in rassegna i toni del rosa duettando col cielo che lieve lieve si fa intensamente sempre più blu.
Infine la volta del cielo ci svela il firmamento.




lunedì 3 dicembre 2012

come un vampiro


Quando ormai si è fatto buio  esco a piedi per delle commissioni e nell'i-pod Malika canta
Ti sento scorrere tra le mie vertebre
non so distinguerti dal veleno che
ho sulla pelle
sei nel mio stomaco come uno spiffero
Anche il freddo mi fa sentire "viva" e sembra assecondare  il testo della canzone "Grovigli".
E' una serata splendidamente tersa, ho ancora negli occhi le scintillanti vette innevate sullo sfondo del cielo blu viste nel pomeriggio a Feltre.
Un passo dopo l'altro, sembra che anche le idee, dapprima ingrovigliate,  a poco a poco si dipanino facendosi più nitide.
Mi sento bene, che bel regalo  mi ha fatto la vita.

Mi arricchisco di ogni persona che incontro. A volte mi sento un vampiro di storie altrui. Ogni persona che incontro è un messaggio e un dono. Mi stupisco di fronte ad ogni persona, soprattutto quelle più diverse da me. E imparo un milione di cose.
È così facile vivere quando incontri veramente le persone. È così facile imparare, meravigliarsi, ricevere, crescere.
Nel mondo l’unica legge per vivere davvero è incontrare la persona; sfiorarne il cuore, dove sono custoditi amori, scelte, progetti. Il luogo dove c’è scritto per chi o cosa vivi.
E per ogni cuore che incontri davvero, non basterebbe un romanzo. (A.D'Avenia) 

ancora in gara !


mercoledì 14 novembre 2012

andare



Quando la vocina chiama nulla può impedirmi di andare e stare con coloro che gioiscono del tesoro della natura, raccontano storie, si godono la vita nella sua essenza con gioia e curiosità. L’allegria è contagiosa, e riesce sempre ad allontanare tristezza, difficoltà e qualsiasi amarezza che la vita inevitabilmente a volte porta con sè.



"Perchè a volte ci vuole il CORAGGIO di essere davvero FELICI, di raccogliere un momento ordinario e trasformarlo in epico. Ci vuole coraggio a ridere di gusto di fronte a questa vita, ci vuole forza per scartare il negativo e portar dentro solo il meglio, conservare solo l'essenza della gioia.
E quel coraggio ce l'abbiamo dentro, è tutta una questione di SCELTA!
(Anton Vanlig, Mai troppo folle)

“E a volte ci si accorge di aver superato traguardi a cui nemmeno si osava puntare all’inizio dell’avventura. Il fatto è che il cammino, se condiviso con le giuste persone, risulta leggero, piacevole, la fatica lascia il posto alla voglia di fare, di dare, di essere. E ci si ritrova a voltarsi indietro, in un giorno qualunque, e non credere ai propri occhi: quanta strada, cose da folli!”
(Anton Vanligt, Mai troppo folle)
ancora "in gara"

sabato 27 ottobre 2012

un bicchiere di sole


"Invitami a bere un bicchiere di sole spiegami  senza parlare che gusto ha..." canta Malika Ayane dalla mia autoradio, mentre, chiesto ed ottenuto un insperato permesso per l'uscita anticipata dal lavoro, mi dirigo divertita verso gli amici che mi stanno aspettado per una gita a sorpresa. Un qualcosa che avrei potuto desiderare ma non osavo, che  senza pensarci probabilmente speravo.

Con spontanea allegria arriviamo alla meta, il suggestivo lago di Calaita,  muovendoci in  un tripudio di colori, riflessi e luci  emozionanti.
I sensi sono saziati dalla natura così esuberate che a momenti mi sento fantasticare di precipitare nel lago per un bagno di colore  e poi di volare sulle Pale librando sopra il bosco macchiato dai caldi colori autunnali in una sensazione di gradevole serenità.
What a wonderful world, Amici!





Domani giorno 3OO della disfida

lunedì 22 ottobre 2012

ricreazione


Quando, oggi che è domenica, la sveglia mi chiama ancor prima del solito, mi abbandono al nuovo giorno sorridendo. Dopo pochi minuti, a bordo della mia piccola ed agile utilitaria,  eccomi già  sulla strada, musica a tutto volume, a fendere le prime deboli nebbie autunnali pur  sotto un cielo  luccicante, verso una giornata da vivere intensamente.
Ripensando alle mie mete della magica estate 2012, in effetti il lago fino ad oggi  non aveva risposto all'appello, così, dopo un buon  caffè del buongiorno con gli Amici, si parte senza indecisioni ciascuno verso la propria meta.
Io e Maria, la più giovane e saggia delle mie Amiche,  ci dirigiamo verso il parco naturale di Panaveggio dove, tra magici panorami,  giungiamo agli ameni laghetti del Colbricon.
Il riflesso delle cime innevate e il giallo vivido dei larici dentro gli specchi d'acqua, così nitido e sorprendente, ci dà una gaiezza molto simile alla ricreazione dei tempi della scuola elementare. Ci abbracciamo, esultiamo allegre ed emozionate in sintonia, sentiamo le farfalle nello stomaco, la vita è bella!
Ricreazione perchè è un rigenerarsi dalla quotidianità, dalle inevitabili piccole delusioni che a volte arrivano proprio da chi non te l'aspetteresti, dall'insofferenza di ripetere le cose venute a noia che, fortunatamente, non ti appartengono più.
Un creare di nuovo, un rimodellarsi migliorando.


domenica 14 ottobre 2012

la regina e i quadrupedi


Oggi nessun programma sembra in sintonia con le mie frequenze ma a metà pomeriggio non ce la faccio più..sento la vocina che mi chiama e... vado!
Esco di casa con il mio fido lettore mpr3 carico di bella musica e ...giù per i campi a passo lesto!
Sono ormai al giorno 288 della disfida di e-podismo.
Immagino di vedere le mie mezz'ore come fossero vagoni di un treno incredibilmente mai deragliato  che ora percorro a ritroso nella memoria come in un rewind.
Dopo qualche chilometro svanisce anche quella certa malinconia che mi avvolgeva fin dal mattino e ora, intravista in lontananza la rocca d'Asolo, mi prefiggo di...raggiungerla. Poco dopo aggredisco la salita come mai  prima d'ora e quasi senza renderme conto con sorpresa mi trovo in breve tempo, ancora senza fiatone,  sotto la gradinata che porta alla fortezza simbolo di Asolo. Non indugio a zigzagare fra i turisti che sostano ad ogni gradino ora per  fotografare i dolci panorami ora le piante degli olivi ormai cariche di frutti.
Come il tempo passa inesorabile così io scandisco i gradini coi miei passi senza fermarmi mai.
Nonostante ora senta forte  il mio respiro, accelero man mano che mi avvicino alla meta.
Aggiro il fortilizio che domina la bella cittadina e comincio a scendere, felice, lungo la strada secondaria così da non incontrare nessuno fino alla chiesa di San Gottardo. Da qui in poi, come sempre succede nel centro di Asolo, mi sento in vacanza. Frotte di turisti di ogni età passeggiano caoticamente sotto i portici, noto una signora che cammina su alti tacchi meno disinvolta di un trampoliere, altri fanno la coda per acquistare le caldarroste altri ancora indugiano davanti alle bancarelle del mercatino dell'antiquariato.
Nel chiassoso viavai mi par di sentire un richiamo d'altri tempi. Non mi sbaglio! Tra rulli di tamburi musiche e balletti dell’epoca, assisto, in una magica atmosfera, alla rievocazione storica dell’arrivo e l’insediamento in Asolo della Regina Cornaro ed il suo seguito. Davvero una bella sorpresa!
Quindi riparto e come il fiume verso il mare vado giù in naturalezza  per la discesa della solitaria via Riformati. Quando poi sto attraversando la piana dei campi,  4 cani per strada (ah, De Gregori!) corrono veloci abbaiando come ossessi verso di me, e uno di loro mi seguirà fino a casa malgrado i miei timidi incitamenti "torna a casa Lassie" . Insolita la scena di io che cammino allungando il tragitto in curve continue per liberarmi del cane  e lui sempre a scodinzolarmi attorno come fossi la sua padrona. La misura sarà colma quando da un'auto mi arriveranno gli improperi per l'improvvido attraversamento della carreggiata del "mio" quadrupede!

288
E’ lontano solo ciò che non ci interessa veramente raggiungere 

lunedì 10 settembre 2012

Volareeee oh oh...


E' con gli auspici della luce di Giove, il pianeta luminoso,  che inizia la mia giornata uscendo di casa sul far del giorno di questa strepitosa prima domenica di settembre.
Arrivata nella magica Val di Fassa,  lasciato indietro tutto quello che non vale e  ammaliata dal blu dipinto di blu,  sono "decollata"  verso i 2600 metri del rifugio Principe come avessi il vento sulle ali verso qualcosa che mi diceva sali... oh sali!  
Il salire è stato davvero un incanto, come portare in palmo di mano la felicità. Senza fatica sentivo il cielo su di me, l'amicizia come una benedizione, una dolce sensazione di allegra serenità che descrivere non so.

Potrei giurare di aver visto perfino... l'arcobaleno. 






SONO DECOLLATA SORRETTA DAL TUO SGUARDO COME VENTO SULLE ALI E VERSO IL SOLE QUALCOSA MI DICEVA SALI O SALI

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/giorgia/testo-tu-mi-porti-su.html
COME UN 747 SONO DECOLLATA SORRETTA DAL TUO SGUARDO COME VENTO SULLE ALI E VERSO IL SOLE QUALCOSA MI DICEVA SALI O SALI

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/giorgia/testo-tu-mi-porti-su.html

sabato 1 settembre 2012

quando eravamo vivi


Giorno 245, mese nono, del primo anno della disfida di "e-podismo".

Circuito urbano digestivo dopo cena.
Niente di particolare nel panorama di stasera, non si vedono nè luna nè stelle e camminando veloce ( sì vabbè..) contro un leggero vento frescolino, non trovo un cane.
Però un gatto sì, e nero per giunta,  che mi attaversa la strada quando sono al giro di boa del mio abituale percorso. Si ferma sul ciglio della strada e mi scruta. Io provo a sostenere il suo sguardo felino (embè..) inducendolo a fare dietro front sì da annullare il suo passaggio iettatore,  ma niente...
Proseguo senza fermarmi, io.
Mi si accendono d'un lampo i ricordi di bambina quando a quest'ora la Rosina, una pia donna badante antelitteram del nonno, diventa una di famiglia "ad honorem",  mi metteva a dormire.
Dopo una sequela di preghiere e giaculatorie che mi pareva  infinita, durante le quali spesso sonnecchiavo, al segno di croce finale, miracolo,  mi ringalluzzivo pimpante perchè...era ora della storia!!!
Cara, cara Rosina, quante ne sapevi. Eri il mio juke box, bastava accennare il titolo scelto e tu attaccavi appassionata il racconto. Le tue preferite ovviamente erano le narrazioni a sfondo religioso con Gesù e San Pietro o i racconti di Giuseppe e le piaghe d'Egitto. Oppure narravi  il Nanon Nanon (nano o gigante ancora non so), I "trabicoli trabacoli",  una storia onomatopeica esilarante che narrava di un improbabile spegnimento d'incendio, ritrovata 4o anni dopo nella variante "Tetricole tetracole" - storia  preferita del mio amico scrittore messicano Eduardo, che ha destato in lui la voglia di narrare -
Spesso raccontavi storie paurose..."quando eravamo vivi passeggiavamo per sti cortivi, adesso che siamo morti passeggiamo per sti orti...varda varda su su quel figo me par de veder un uomo vivo, a pian a pian ghe meteron le man...", ma anche le storie divertenti di Bertoldo e "de quei da Ton".
Avventure vere (?) coi briganti dai neri mantelli, incontrati sul far del giorno andando alla messa a San Gregorio a Valdobbiadene.
Ma quella che mi faceva più paura, la mia preferita, era quella del gatto nero, che nei tuoi racconti impersonava il demonio e per quante volte lo mettessero fuori di casa lui riusciva sempre ad entrare finchè solo col getto dell'acqua santa e la visione del crocifisso,  finalmente si dematerializzava.
Quanti segni di croce sotto le coperte svegliandomi dai cupi incubi !
Quanto ci siamo volute bene.

martedì 14 agosto 2012

non farti catturare


Durante la mezz'ora di ieri sera ho ascoltato attentamente un podcast sacrosanto e, catturata, (ah, ah !) ne ho cercato il testo, che ovviamente condivido, di Simona Oberhammer tratto da "La Via Femminile" ...
Ci sono donne che pensano di trovare la loro sicurezza facendosi catturare da qualcuno...
 • Si fanno catturare da un uomo scegliendo quello che dirà loro cosa fare, cosa pensare, cosa scegliere, cosa decidere.
 • Si fanno catturare dal loro datore di lavoro accettando di essere sempre disponibili agli straordinari, alle critiche e a farsi limitare nei progetti di carriera.
 • Si fanno catturare dai figli facendosi dire che non sono brave madri, che i loro problemi sono stati causati dall'educazione che hanno ricevuto.
 • Si fanno catturare dall'amica che dice loro in ogni situazione quale vestito sta loro meglio, quale colore di capelli scegliere, cosa fare e non fare.
 • Si fanno catturare dalla madre che pretende sempre qualcosa, qualsiasi sia l'età e la situazione.
 • Si fanno catturare dalla famiglia: ogni componente ha richieste da fare, esigenze da esaudire, necessità da soddisfare.

Le "donne catturate" tante volte pensano di essere “al sicuro” ma in realtà ogni giorno che passa perdono vita, diventano mansuete e tristi come un animale in gabbia.....

E poi ci sono le donne che non vogliono farsi catturare.
Sono le donne forti, quelle che vogliono essere libere. Sono loro a scegliere. E ad assumersi le responsabilità delle loro scelte.

• A un uomo chiedono un parere ma ascoltano prima di tutto il loro intuito e la loro voce interiore.
 •Con il datore di lavoro chiedono il diritto di essere ascoltate e vogliono essere rispettate.
 • Con i figli manifestano il loro valore di madre, insegnando loro ad assumersi le responsabilità.
 • Con l'amica instaurano una relazione di scambio, dove i consigli non si confondono con le scelte personali.
 • Con la madre sono amorevoli ma non sottomesse
 • Con la famiglia sono disponibili ma senza voler strafare, per non lasciare se stesse sempre in fondo alla lista.

Le donne che non si fanno catturare sono quelle che cercano una relazione con gli altri ma senza mai sacrificare quella con se stesse, perché è nell'espressione della propria integrità che trovano la vera sicurezza.

A volte, come tante di noi, ammetto di farmi catturare pure io ma,  come per il fiatone nelle salite, c'è pur sempre un margine di miglioramento a cui aspirare !!! ;-) 

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